In azienda la formazione è spesso considerata una perdita di tempo e denaro. Interrompere un processo produttivo, fermarsi e dedicarsi alla formazione può sembrare inutile, soprattutto in un mondo molto pragmatico come quello delle aziende, dove vige il meccanismo di azione-reazione per cui ci si aspetta di vedere il ritorno immediato e tangibile di ogni operazione. In realtà, affinché l’azienda rimanga competitiva, la formazione è fondamentale.

Citando Arie de Geus, imprenditore e teorico del Business “la capacità di apprendere più velocemente dei vostri concorrenti potrebbe essere il solo vantaggio competitivo che avete”. In un mercato sempre più globalizzato, dove tutto è in continuo cambiamento, occorre rimanere al passo, sviluppando sempre nuove competenze specifiche e specialistiche per il raggiungimento di obiettivi aziendali.

Ma non è questa l’unica ragione che rende la formazione in azienda qualcosa di estremamente importante. Tra le ragioni principali c’è la motivazione della forza lavoro. Mettere la persona in condizione di poter imparare qualcosa di nuovo è un’esperienza coinvolgente e motivante, che aumenta di conseguenza la sua produttività. A supporto della teoria secondo cui valorizzare l’individuo possa portare a un beneficio in termini di produttività aziendale, è utile ricordare l’esperimento di Mayo. Era il 1927, quando a Hawthorne in Illinois, Elton Mayo iniziò uno degli esperimenti più celebri della storia moderna. I risultati furono inattesi e sorprendenti. Lo scopo della ricerca era scoprire come le condizioni di lavoro, nello specifico l’illuminazione, potesse influenzare la produttività degli operai; la sorpresa fu nello scoprire che la produzione crebbe, indipendentemente dal maggiore o minore livello d’illuminazione. Di fatto i risultati erano incongruenti, la produzione aumentava sia che si aumentasse la luce, sia che la si abbassasse, sia che si tornasse alla condizione di partenza. Si dedusse così, che esisteva un “effetto Hawthorne”; in altre parole che l’incremento di produttività fosse attribuibile all’attenzione dei ricercatori posta ai lavoratori, attraverso la comunicazione e l’interazione.

Citare questa ricerca di quasi un secolo fa porta a sottolineare quanto sia importante che il lavoratore si senta preso individualmente in considerazione – in questo caso per un semplice esperimento. A maggior ragione la formazione inciderà positivamente non solo per il “know how” trasmesso ma agendo sull’innato bisogno di autostima e autorealizzazione dell’uomo.

Formare le proprie “risorse umane” è il miglior investimento che un’azienda possa fare.